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Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?

Progetto a cura di: Cristina Turconi – Executive & Business Coach ICF | Formatrice Aziendale | Facilitatrice Lavoro di Gruppo | Master Practitioner in HPM™ Human Potential Modeling | Consulente e Innovation Manager MISE

È impensabile poter tornare alla vita di prima come se nulla fosse successo.

È infatti sempre più difficile per molti di noi guardare l’altro, soprattutto chi non conosciamo, senza un pensiero che inneschi la paura del contagio. La solitudine e l’isolamento che abbiamo vissuto hanno a messo a nudo da un lato le nostre fragilità, come pure donato un senso nuovo al valore incalcolabile della persona. 

Il primo lockdown è stato vissuto da molti quasi come una fuga dalla realtà, con una attenzione più focalizzata alle piccole cose, con scambi frenetici in rete, videoconferenze continue, impegnati ad adattarci il più velocemente possibile ai nuovi limiti imposti dalla situazione contingente come pure nel tenere a bada le preoccupazioni per una emergenza totalmente sconosciuta. Il secondo periodo di lockdown ha invece fortemente accentuato l’incertezza sul futuro, la perdita di punti di riferimento importanti, l’instabilità politica e la precarietà finanziaria. 

In una situazione come questa è normale che non sia facile per molti di noi vivere quotidianamente il presente e nutrire speranza per il futuro che ci attende. 

Imparare ad alimentare costruttivamente la nostra mente, ad utilizzare al meglio le nostre energie fisiche e psicologiche, a comprendere e armonizzare le emozioni che albergano dentro di noi è un lavoro che richiede una forte capacità di introspezione e una buona dose di consapevolezza di come “funzioniamo” e interagiamo con noi stessi, con gli altri e con il contesto.

Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?
Metodo Comunicativo Comportamentale 4Colors®

Navigare nei diversi poli della bussola dei 4Colori può aiutarci a ritrovare quell’equilibrio necessario per gestire al meglio questo momento.

nord della bussola dei colori, la percezione ostile del mondo, ci invita a seguire scrupolosamente le istruzioni di contenimento ma allo stesso tempo a ricercare continuamente dati, notizie dell’ultima ora, fonti sicure che possano permetterci di avere un quadro più chiaro e preciso della situazione e dei possibili sviluppi e scenari futuri. Questa energia blu, che preferisce i fatti alle emozioni, ci fa correre il rischio di rimanere bloccati a ricercare per ore e ore, esponendoci eccessivamente alle prevedibili cattive notizie quotidiane. Il consiglio qui è quello di monitorare il tempo dedicato alla ricerca, dando la preferenza alla stampa settimanale con i suoi articoli di approfondimento, in modo da poter fare un passo indietro e capire meglio tendenze e segnali deboli.

Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?

Sempre a nord, c’è l’osservazione di un altro mondo in pericolo. Quello dell’economia, della recessione globale, dei licenziamenti annunciati, del dramma per quei settori fortemente colpiti e per tutte quelle aziende che purtroppo non riapriranno. Qui, nel mondo dell’energia rossa, è facile percepire la situazione come uno “scendere in campo in assetto da guerra” per difendere la nostra sopravvivenza, con il rischio di attivare risposte guidate dalla paura, dalla necessità di difendersi, o dalla necessità di dominio. La paura, lo stress e il panico sono trasmissibili da un essere umano all’altro ancora più di un virus. Di solito, la paura è lì per proteggerci, ma quando il nostro cervello è esposto troppo a lungo a questa emozione, il cortisolo spinge a mettere in campo comportamenti individualistici e violenti, acuendo il panico e la competizione tra gli individui al loro interno. Navigare a nord della bussola, non dovrebbe mobilitarci con le armi ma al contrario con l’intelligenza dei vivi che ci costringe a fermarci per ponderare quali siano le migliori azioni da portare in cammino.

Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?

Verso Ovest, ci muoviamo nel mondo del pensiero. Se ci fermiamo a riflettere, possiamo constatare che questa situazione così particolare ci ha offerto un momento di “pausa” senza precedenti, uno “spazio di respiro” in un mondo che è impazzito. 

Le immagini della NASA ci hanno fatto capire quanto questo improvviso cambiamento nelle nostre attività in realtà sia stato benefico per il nostro piccolo pianeta. E se questa pandemia ci offrisse l’opportunità di una ricerca di un significato più profondo? La medicina ci dona a volte l’illusione dell’immortalità, dell’onnipotenza, al punto tale da dimenticare che ciò che inizia, un giorno finisce. Imparare ad integrare vita e morte nel ciclo della natura, può aiutarci a sviluppare più saggezza e meno paura. Questo è un tempo prezioso per prendere coscienza che siamo la specie più intelligente che sta distruggendo il suo stesso ecosistema. Un tempo prezioso per mettere in atto nuovi atteggiamenti basati sulla interrelazione, sulla solidarietà, sull’impegno di ognuno di noi a cooperare, collaborare e contribuire.

Navigare questa parte della bussola, con la sua energia verde, può a volte provocare un grande sensazione di vuoto, di mancanza di significato, di frustrazione e di impossibilità ad invertire la rotta.

Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?

E’ possibile allora spostarsi a sud-est della nostra bussola, per sperimentare un po’ di umorismo e di autoironia. Percezioni più ottimiste, un’energia gialla gioiosa come i raggi del sole, potrebbe agire come un vero e proprio antidoto a questa “epidemia della paura”. L’iperattività degli estroversi, le centinaia di video umoristici e il numero di messaggi ricevuti e inviati ai nostri amici digitali non devono però distrarci dall’essenziale: vivere il momento e godere di ciò che ci offre, riscoprire i momenti di condivisione familiare, dare ancora più importanza agli sguardi dei pochi umani che incontriamo nel nostro muoverci quotidiano: così bisognosi di contatto ravvicinato, privati degli abbracci, delle strette di mano, con la necessità di inventare nuovi riti e nuove complicità.

Come far sì che la nostra fragilità non si trasformi in vulnerabilità?

Includere ogni energia colore nelle nostre interazioni ci aiuta a preservare la nostra fragilità e allo stesso tempo ad affrontare al meglio il momento presente riconnettendoci con chi ci circonda. È tempo di amare meglio e di dire a chi ci circonda quanto lo amiamo.

Bibliografia:
– Nos styles de personnalités à l’épreuve du confinement – Vianney Boussuat
– Manager avec les couleurs: Pour un management humain, agile et durable – Brigitte Boussuat

Photo Credit: 
– Matthew Fournier – Unsplash

Progetto a cura di:

Cristina Turconi
Executive & Business Coach ICF | Formatrice Aziendale | Facilitatrice Lavoro di Gruppo | Master Practitioner in HPM™ Human Potential Modeling | Consulente e Innovation Manager MISE 

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Qual è il colore dello stress dei tuoi collaboratori?

Progetto a cura di: Cristina Turconi – Executive & Business Coach ICF | Formatrice Aziendale | Facilitatrice Lavoro di Gruppo | Master Practitioner in HPM™ Human Potential Modeling | Consulente e Innovation Manager MISE 

I disturbi da stress post traumatico sono una delle conseguenze di questo periodo sfidante che hanno impattato e potrebbero impattare su molti di noi, come pure il disagio legato all’isolamento sociale prolungato. In ambito lavorativo diverse persone si trovano faticosamente a gestire le proprie energie quotidiane ma soprattutto a dare forma a nuove idee, nuovi progetti, visioni future che abbiano un significato e una valenza positiva, come pure ad impegnarsi in una progettualità a lungo termine.

Molti si sentono “incastrati” in questa situazione con l’aggravante di non riuscire propriamente a elaborare emozioni come la rabbia, la furia, la collera, e tutti quegli stati d’animo collegati al lutto e al senso di impotenza. La situazione di incertezza che regna intorno a noi, ci tiene inoltre in uno stato di allerta e di attivazione continua, senza lasciarci tregua, alimentando oltretutto quello stato di disillusione che tende a cronicizzarsi nel profondo del nostro essere. 

C’è inoltre la fatica di portare avanti il lavoro quotidiano e di garantire le performance operando per lo più in remoto, spesso in spazi ristretti e inadatti allo scopo, dove le relazioni personali possono venirne conseguentemente compromesse. Questo stress prolungato provoca conflitti emotivi e ansie attivando una reazione di lotta/fuga che a lungo andare può causare danni nelle relazioni personali e all’interno dei gruppi di lavoro, ma anche danni alla nostra salute psichica.

Il Metodo 4Colors, fornisce una chiave di lettura interessante
di come le persone reagiscono in maniera diversa, a seconda di alcune caratteristiche intrinseche e peculiari della propria personalità

allo stress di livello moderato e forte.

Questo metodo attinge le sue fonti da solide basi, integrando connessioni multiple.
Da tempo immemorabile, l’uomo ha cercato di approfondire la conoscenza del comportamento umano seguendo il sentiero di Socrate: “Conosci te stesso”. Questa comprensione dei nostri meccanismi interni è la chiave del nostro successo personale, sociale e professionale; è una lunga storia che vanta diversi illustri collaboratori: 

  • Ippocrate(4) aveva a suo tempo definito quattro tipologie di comportamento: umorale, flemmatico, malinconico e sanguigno. 
  • Poco dopo, Carl Gustav Jung(1) ha descritto quattro funzioni: sensazione, intuizione, pensiero, sentimento combinati con due atteggiamenti: l’introversione e l’estroversione.
  • William Moulton Marston(2), padre del poligrafo (“macchina della verità”) ha determinato quattro stili: dominanza, influenza, stabilité́ e conformité; a cui è molto facile associare intuitivamente i colori.
  • Come il modello MBTI sviluppato da Isabelle e Katherine Myers Briggs(3), la profilazione 4Colors qualifica le preferenze secondo la seguente struttura:

    – Orientamento:
    Introversione/Estroversione, Riflessione/Azione,

    – Modalità di raccolta delle informazioni:
    Sensazione/Intuizione, Pensiero/Sentimento e Giudizio/Percezione.

Il Modello DISC o il Modello 4Colors:

Il DISC individua 4 principali tendenze comportamentali in un individuo, con l’idea di schematizzare il modo in cui una persona si rapporta e si comporta nei confronti del mondo e della vita in generale. Ovviamente il metodo offre una chiave di lettura interessante dell’individuo che risulta essere sempre un insieme unico di queste tendenze:

  • Dominanza – Colore Rosso:
    Questo colore descrive il modo in cui si risolvono i problemi e si affrontano le sfide.
  • Influenza – Colore Giallo:
    Questo colore descrive il modo in cui si interagisce con gli altri.
  • Stabilità – Colore Verde:
    Questo colore descrive il modo in cui si definisce il proprio ritmo lavorativo e delle modalità di  reagire ai cambiamenti.
  • Conformità – Colore Blu:
    Questo colore descrive il modo in cui ci si conforma e si rispettano le regole e le procedure.

Stile Naturale e Stile Adattato:

Lo Stile Naturale rappresenta il proprio stile, quello che si sviluppa quando non serve fare sforzi per adattarsi o quando sotto l’influenza dello stress o delle emozioni si ritorna al proprio stato naturale. Questo stile è il proprio ancoraggio comportamentale, la base stabile che potrà evolversi naturalmente, ma passo dopo passo.

Lo Stile Adattato descrive lo stile che si produce per fare uno sforzo sociale. È lo stile che si vuole che gli altri “leggano” da noi. È quello lo stile che si pensa essere il più efficace per soddisfare le proprie esigenze e allo stesso tempo soddisfare le aspettative che pensiamo gli altri abbiano di noi. 

La Bussola 4Colors:

A Nord, l’ambiente è percepito come ostile: la vita è dura, difficile o complessa ed è quindi fondamentale dare importanza ai fatti, combattere o produrre lavoro di alta qualità. 

Si è più formali e ci si tende a fidare delle persone solo dopo averle valutate con attenzione.

Si da maggiore importanza agli obiettivi e ai processi.

A Sud, invece, l’ambiente è percepito come favorevole: in questo caso, si da grande importanza ai sentimenti e al rapporto con gli altri. L’approccio è più amichevole e aperto e si tende a mettere le relazioni e le persone davanti a tutto. 

A Est, si sviluppa il mondo dell’azione: si amano le attività e ci si annoia velocemente. In generale si pensa che sia meglio agire che non fare nulla, anche correndo il rischio di poter sbagliare e dover rifare tutto daccapo. In generale qui vige il movimento.

A Ovest, si sviluppa il mondo della riflessione: qui si cambiamo le cose solo se strettamente necessario e comunque dopo averci pensato a lungo e si agisce solo se si è costretti a farlo. In generale si preferisce pensare che fare. Si ama la calma, il silenzio e la solitudine.

Come reagiscono le 4 tipologie di Colore allo stress?

Colore Rosso:
In una situazione di stress moderato la prima reazione è quella della collera, dell’impazienza, può diventare aggressivo e pressante per ottenere ciò che vuole. Tenderà a sentirsi offeso e incompreso. 

In una situazione di stress elevato, tenderà ad attivare il suo colore opposto sulla bussola: il verde passando dall’estroversione all’introversione ritirando completamente le sue energie.

Colore Giallo:
In una situazione di stress moderato amplificherà la sua energia diventando più frenetico, eccitato, tenderà a muoversi in maniera scomposta mettendo in atto inutili drammatizzazioni.

In una situazione di stress elevato, tenderà ad attivare il suo colore opposto sulla bussola: il blu, per cui ritirerà le sue energie passando dall’estroversione all’introversione finendo per opporsi diventando ipercritico e lanciandosi in complesse discussioni senza fine.

Colore Verde:

In una situazione di stress moderato la prima reazione sarà quella di dissimulare le emozioni che prova finendo con il sottomettersi alla situazione. Tenderà però a rinchiudersi in sé diventando permaloso e incline al sentirsi vittima degli altri e del mondo.

In una situazione di stress elevato, tenderà ad attivare il suo colore opposto sulla bussola: il rosso, passando dall’introversione all’estroversione e riversando così la sua energia sugli altri, diventando critico e con esplosioni aggressive per poi scusarsi mortificato del suo comportamento.

Colore Blu:

In una situazione di stress moderato reagirà amplificando tutte le sue paure, prendendo le distanze dagli altri, sia fisicamente che emozionalmente. Ogni azione sarà calcolata, freddezza e insensibilità saranno gli stati d’animo prevalenti in cui si troverà ad operare.

In una situazione di stress elevato, tenderà ad attivare il suo colore opposto sulla bussola: il giallo, cominciando ad agire in maniera scomposta, disorganizzata, frenetica e caotica. Tenderà a diventare ipersensibile nelle relazioni e a perdere facilmente il controllo.

Il Metodo 4Colors può rivelarsi uno strumento incredibilmente utile in questo momento così carico di “attivazione” e stress prolungato per riconoscere in maniera semplice e immediata da quale livello di stress stiamo operando e da quale livello stanno operando i nostri collaboratori.

Questo permette di mettere in campo da subito la comunicazione più adatta per gestire la situazione critica, dove il messaggio, eventuali richieste ma soprattutto l’intenzione che le guida arriverà in maniera efficace all’interlocutore e permetterà di concordare insieme le azioni più opportune per attraversare questo momento. 

Saper abbracciare tutte le sfumature delle emozioni umane diventa una competenza fondamentale che non può mancare nella “cassettina degli attrezzi” di ciascuno di noi per poter fare la differenza nel nostro ambiente lavorativo e nei nostri gruppi di lavoro.

  • Jung, Carl Gustav, Psychological Types, in Collected Works of C.G. Jung, Volume 6, Princeton University Press, 1º agosto 1971.
  • Emotions of Normal People – William Moulton Martson.
  • Isabel Briggs Myers, Mary H. McCaulley, Manual: A Guide to the Development and Use of the Myers-Briggs Type Indicator, 2nd, Palo Alto, CA, Consulting Psychologists Press, 1985.
  • La natura dell’uomo, in Opere di Ippocrate, a cura di M. Vegetti, pag. 439, Torino, Utet, 1976.

Progetto a cura di:

Cristina Turconi
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