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Non è (solo) l’economia: cosa ci dice davvero il disagio delle persone che “soffrono”

Frankl e Antonovsky come bussola per leggere la crisi esistenziale nei dati Gallup

C’è un dato che mi ha fatto fermare a pensare.
Nel 2025, Gallup rileva che circa il 23-36% delle persone (mediana globale in 107 paesi) cita leconomia come problema principale del proprio paese e tra i “suffering”, emerge una frattura esistenziale più profonda.​

Potremmo archiviarlo in fretta così: “Sono preoccupati per i soldi.”
Ma quel dato, se lo ascoltiamo davvero, sembra dire qualcosa di più profondo: quando la vita non regge, l’economia diventa il nome con cui chiamiamo una frattura più ampia. Una frattura tra presente e futuro. Tra ciò che vivo oggi e ciò che riesco ancora a immaginare.

Chi sono i “suffering” (in parole semplici)

Gallup definisce “suffering” le persone che valutano la propria vita molto bassa nel presente (0-4 su Cantril Ladder, scala 0–10) e non intravedono un miglioramento nei prossimi cinque anni.​ Non è una diagnosi clinica. È una misura di orizzonte esistenziale.


Quando il futuro non fa più da appoggio al presente, qualcosa si incrina in profondità. 

Ed è lì che la conversazione smette di essere solo economica.

Frankl: quando la sofferenza diventa crisi di senso
Viktor Frankl ci ha insegnato che non è la sofferenza in sé a distruggere l’essere umano, ma la sofferenza priva di significato.​ La differenza è sottile ma decisiva:

  • la fatica può essere attraversata
  • la disperazione immobilizza

Quando mancano un perché, una direzione, un senso di possibilità, la persona non sente solo di “avere meno”, ma di non avere più un posto nel mondo.


Se leggiamo quel dato con Frankl, la frase implicita non è: “Non guadagno abbastanza” ma piuttosto: “Non riesco più a costruire una vita che stia in piedi dentro questa realtà.”

Antonovsky: quando il mondo perde coerenza

Aaron Antonovsky, con il suo modello salutogenetico, ci offre una seconda lente preziosa: il Sense of Coherence, composto da tre dimensioni:​

  • Comprensibilità – Capisco cosa sta succedendo?
  • Gestibilità – Ho risorse per affrontarlo?
  • Significatività – Vale la pena impegnarmi?

Quando una o più di queste si spezzano, la vita perde struttura. E quando perde struttura, l’ansia smette di essere un’emozione: diventa il clima in cui si vive.
È in questo spazio che molte persone collocano il loro disagio economico. Non perché l’economia sia l’unico problema, ma perché è il punto in cui la frattura diventa visibile.

Il punto di incontro: futuro, dignità, possibilità

Frankl e Antonovsky si incontrano su un terreno comune: la salute (individuale e collettiva), dipende dalla possibilità di tenere insieme una narrazione vivibile della propria vita.
Quando questa narrazione salta, la persona non è semplicemente in difficoltà: si sente fuori dal patto della vita sociale.
Ecco perché l’economia diventa spesso il primo linguaggio disponibile per raccontare una perdita di dignità, fiducia e futuro.

Cosa implica per chi guida persone e organizzazioni

Se quel dato è anche una crisi di senso e coerenza, allora molte risposte standard rischiano di non arrivare davvero a destinazione. Perché:

  • un incentivo non ricostruisce un orizzonte
  • uno slogan non ripara la fiducia
  • una strategia non genera dignità, se la persona si sente invisibile

Occorre lavorare consapevolmente, sulle tre dimensioni della coerenza, con lo sguardo profondo di Frankl:

  • Ridare comprensibilità: Meno nebbia, più verità abitabile. Chiarezza, coerenza, parole che non tradiscono i fatti.
  • Ridare gestibilità: Risorse reali, non solo richieste di adattamento. Competenze, supporto, strumenti per stare nella complessità.
  • Ridare significatività: Riconoscimento, partecipazione, senso del contributo. Perché sentirsi utili cambia radicalmente il modo di abitare la fatica.
Una domanda che resta

Se la sofferenza cresce quando il futuro non regge più il presente, allora la vera domanda per chi guida in azienda, nelle istituzioni, nelle comunità, è questa:


Che tipo di futuro stiamo rendendo immaginabile alle persone?

È una domanda che, nel mio lavoro, non smette di tornare.

Per approfondire:

  • Viktor E. Frankl, Uno psicologo nei lager (1946) — Edizione italiana: Ares (o Franco Angeli, 2019), 2013.
  • Aaron Antonovsky, Unraveling the Mystery of Health (1987) — In italiano: Salutogenesi (a cura di A. Sagy), SEEd, 2021.
  • Gallup, State of the World’s Emotional Health Report 2025 (o World’s Most Important Problem Report 2026, dati 2025) — Disponibile su gallup.com.

Cristina Turconi – Sviluppo del Potenziale Individuale, dei Team e delle Imprese: Mentore e Master Trainer dello Sviluppo del Potenziale Umano HPM™ | Executive & Business Coach | Counselor | Formatrice e Facilitatrice Aziendale

Sito Web: www.cristinaturconi.it

Semantica Articolo:
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Analisi esistenziale: meaninglessness (mancanza di senso) vs. ricerca dei significati

Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele TrevisaniIl potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano.

Ricerca del senso della vita

E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa. Tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind, play e ancora, ancora, ancora. Non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare e a mettere insieme nuovi suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando lo ascolti, beh, non aver paura: è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita.

(Dal film: Tre metri sopra il cielo / 3MSC, di Luca Lucini)

Prima di entrare nei dettagli, vogliamo spendere qualche parola sul problema motivazionale di fondo delle performance e del potenziale: il “perché” facciamo le cose.

Un gruppo di ricercatori che operano nella sfera della Psicologia Umanistica ha condotto uno studio per confrontare i diversi punti di vista sul senso della vita, analizzando sia persone comuni che personaggi eminenti (cultura, scienza, politica)[1].

Il senso fondamentale che emerge da questa ricerca è che l’essere umano ha bisogno di significati. Ha bisogno di ancorare la propria esistenza a qualcosa, ha la necessità di trovare una spiegazione. Il contrario è una “crisi di senso”: non sapere più cosa facciamo, non credere più a niente.

La spiegazione per il nostro agire può essere assurda, logica, razionale, mistica, scientifica, morale. La mancanza di una motivazione del fare, dell’essere, e dell’esistere, porta ad un profondo disagio esistenziale.

Come evidenziano gli stessi autori:

Albert Camus (1955),Viktor Frankl (1992), e Lev Tolstoj (1980),  tutti credevano che, se la vita avesse o meno un significato in sè, fosse la domanda più importante della vita stessa. Per loro, tutti gli sforzi e imprese umane si confrontano con la questione del significato – senza significati, niente ha più importanza. Frankl (1978) vedeva la  mancanza di senso (meaninglessness) come la neurosi primaria dei nostri tempi (p. 2), e Carl Jung (1933) sosteneva che tutti i suoi clienti, visti in oltre 35 anni di terapia, avevano problemi che si collegavano alla questione dei significati (meaning). Negli studi empirici, l’esperienza soggettiva della meaninglessness (mancanza di senso) è stata collegata alla depressione (Beck, 1967; Seligman, 1990) all’abuso di sostanze e al suicidio (Harlow, Newcomb, & Bentler, 1986), così come ad altre psicopatologie (Yalom, 1980)[2].

In sintesi, se non percepiamo un significato nelle cose, andiamo in crisi.

La mancanza di significato porta a disturbi, o neurosi, e disagio esistenziale. Ogni azione connessa al potenziale umano deve quindi andare alla ricerca di significati profondi cui ancorarsi, siano essi in azienda, nello sport, nella vita, o in campo sociale e personale.

La psicoenergetica, nel metodo HPM, è una disciplina che deve analizzare, attaccare e aggredire la meaninglessness (mancanza di senso o caduta di significati del­la vita), e affrontare il senso di una prospettiva umana.

I fronti per cui applicarsi e le cause per cui impegnarsi possono veramente essere molte, dalla fame, alla protezione dei deboli, dei bambini, degli anziani, ma anche credere in un progetto aziendale importante, o impegnarsi in un percorso spirituale.

Il venire meno dei significati della vita o senso della vita generale distrugge qualsiasi volontà di affrontare un progetto o di impegnarsi in un’azione.

Il nostro fine profondo è recuperare il senso, in ogni brano della vita: senso della giornata, senso di una settimana, senso di un trimestre, senso dell’anno in corso, o senso della vita, ma anche senso di un incontro (perché questo incontro?), senso di una relazione (perché questa relazione?), senso di un progetto (perché questo progetto?), senso di una sfida (perché questa sfida? Chi o cosa sto sfidando veramente?).

Lo scopo penetrante è di accrescere l’ancoraggio delle persone a obiettivi significativi, costruendoli e rinforzandoli (da un lato) e rimuovendo i blocchi (dall’altro) che impediscono a queste energie di manifestarsi.

Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:

Altre risorse online:

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[1] Kinnier, Richard T., Kernes, Jerry L., Tribbensee, Nancy, Van Puymbroeck, Christina M. (2003), What Eminent People Have Said About The Meaning Of Life, Journal of Humanistic Psychology, Vol. 43, No. 1, Winter 2003.

[2] Camus, A. (1955), The myth of Sisyphus, Alfred A. Knopf, New York.

Frankl, V. (1978), The unheard cry for meaning, Simon & Schuster, New York.

Frankl, V. (1992), Man’s search for meaning (4th ed.), Beacon Press, Boston.

Tolstoy, L. (1980), My confession, in S. Sanders & D. R. Cheney (Eds.), The meaning of life, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, NJ.

Jung, C. G. (1933), Modern man in search of a soul (W. S. Dell & C. F. Baynes, Trans.), Harcourt, Brace & World, New York.

Seligman, M. E. P. (1990), Why is there so much depression today?, in R. E. Ingram (Ed.), Contemporary psychoanalytical approaches to depression (pp. 1-9), Plenum, New York.

Harlow, L. L., Newcomb, M. D., Bentler, P. M. (1986), Depression, self derogation, substance abuse, and suicidal ideation: Lack of purpose in life as a mediational factor, Journal of Clinical Psychology, 42, 5-21.

Yalom, Y. D. (1980), Existential psychotherapy, Basic Books, New York.